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Roma (Porta Capena)

Con il Circo Massimo alle spalle, il Palatino alla nostra sinistra e il Colosseo poche centinaia di passi prende il via il nostro Cammino.

Qui sorgeva a Roma, Porta Capena e da questa Porta, che era collocata di fronte al lato curvo del Circo Massimo, avevano inizio sia la via Appia che la via Latina, che poi si separavano nell’area dell’attuale piazzale Numa Pompilio. La Porta Capena apparteneva alle più antiche mura di Roma, dette “Serviane” perché la tradizione ne attribuiva la costruzione al sesto re di Roma Servio Tullio, della metà del VI sec. a.C. Quando l’imperatore Aureliano costruì la nuova cinta muraria, il tratto della via Appia tra Porta Capena e Porta S. Sebastiano diventò il tratto urbano della via, perché già in antico faceva parte della città.

Siti di interesse

  • Il Circo Massimo

    E' il più grande edificio per lo spettacolo dell’antichità e uno dei più grandi di tutti i tempi (600 m di lunghezza per 140 m di larghezza), è collegato dalla leggenda alle origini stesse della città: qui infatti ebbe luogo il ratto delle Sabine che segna uno dei primi importanti eventi della città di Roma.

  • Le Terme di Caracalla

    Inaugurate nel 216 sotto il regno di Marco Aurelio Antonino Bassiano detto Caracalla, erano famose già nell’antichità come una delle sette meraviglie di Roma per la ricchezza delle decorazioni e delle opere d’arte che le abbellivano, e si conservano ancora oggi in alcuni punti per un’altezza di oltre trenta metri.

  • Porta San Sebastiano e il Museo delle Mura

    In corrispondenza della via Appia, nelle Mura Aureliane fu aperta una porta, la più meridionale dell’Urbe, il cui nome originario è appunto Porta Appia; dal Medioevo è prevalsa la denominazione di Porta S. Sebastiano, in quanto conduceva alle famose catacombe di quel martire. Il monumento è visitabile ed ospita il Museo delle Mura.

  • La Cartiera Latina

    Tra i pochi impianti industriali sopravvissuti nella città di Roma, è una struttura unica nel suo genere ed eccezionale per la posizione strategica a ridosso delle Mura Aureliane; lambita per tutta la sua lunghezza dal fiume Almone, unisce idealmente l'Appia Antica alla via Cristoforo Colombo.

  • La Chiesa del Domine Quo Vadis

    All’altezza del bivio tra via Appia Antica e via Ardeatina sorge, sul lato sinistro, una piccola chiesa nota con il nome di Domine Quo Vadis? La denominazione è legata all’episodio leggendario dell’apparizione di Gesù in veste di viaggiatore all’apostolo Pietro, in fuga da Roma per le persecuzioni di Nerone. Alla domanda di Pietro “Domine, quo vadis?” (dove vai, signore ?), la risposta sarebbe stata: “Vengo a farmi crocifiggere di nuovo”; a queste parole, l’apostolo sarebbe tornato indietro ad affrontare il martirio.

  • Il Sepolcro di Priscilla

    Al bivio tra la via Appia e la via Ardeatina, sorge il sepolcro che,  si ipotizza, Tito Flavio Abascanto, influente liberto dell’imperatore Domiziano, avesse fatto erigere per la moglie Priscilla, prematuramente scomparsa, i cui funerali sono descritti dal poeta Stazio (Silvae, V,1).

  • Le Catacombe di San Callisto e di San Sebastiano

    San Callisto è il più vasto complesso cimiteriale sotterraneo di Roma, che si sviluppa su quattro livelli di profondità, per una estensione di 16 km. Prende il nome dal banchiere Callisto, diacono e poi papa, a cui il papa Zefirino affidò la gestione dei cimiteri di proprietà dei cristiani, ponendoli sotto il diretto controllo della Chiesa. Il complesso di S. Sebastiano si trova sul lato destro della via Appia Antica, subito dopo l’omonimo vicolo. Il termine “catacomba”, che deriva dall’espressione “ad catacumbas” (presso la cavità), in origine indicava proprio la depressione situata tra il II e il III miglio della via Appia antica, tra il cimitero di Callisto e la tomba di Cecilia Metella, dovuta alle antiche cave di pozzolana esistenti nell’area; la catacomba di S. Sebastiano fu una delle poche a rimanere accessibile per tutto il Medioevo, cosicché il vocabolo per estensione passò poi a designare qualunque cimitero sotterraneo.

  • Il Casale dell'ex Mulino e il Sepolcro di Annia Regilla

    L’area oggi denominata Casale dell’ex Mulino faceva parte del “Pago Triopio” di Erode Attico, influente personaggio dell’età degli Antonimi (metà II sec. d.C.). Il Pago Triopio era un vasto possedimento agricolo trasformato in una sorta di santuario e dedicato alla memoria della sua defunta moglie Annia Regilla. Il cenotafio che si trova qui si ipotizza che sia a lei dedicato. Si tratta di un sepolcro “a tempietto” su due piani, nel laterizio policromo in voga nella metà del II sec. d.C.: al piano inferiore era situata la cella funeraria, mentre in quello superiore si svolgevano le cerimonie funebri in onore dei defunti.

  • Il Ninfeo d'Egeria

    Ricavato artificialmente nel fianco della collina è il monumento noto anche come “Grotta di Egeria”: un suggestivo ninfeo rettangolare, con ampia nicchia sul fondo e tre nicchie minori sui lati, in cui erano collocate statue di divinità fluviali, da cui scaturiva acqua minerale, proveniente da una sorgente posta al di sotto di via Appia Pignatelli; oggi si conserva nella nicchia di fondo una statua maschile semisdraiata da cui sgorga acqua, raffigurante forse il dio Almone.

  • L' Appia monumentale

    Quello che va da Cecilia Metella a Casal Rotondo è il tratto più monumentale della strada, caratterizzato su ambedue i lati da un susseguirsi ininterrotto di edifici sepolcrali di varie tipologie, costruiti con differenti tecniche edilizie, dall’età repubblicana alla tarda età imperiale. Ed in questo tratto al V miglio si trova anche la sontuosa villa dei Quintili di età imperiale. Dall’area del Mausoleo di Cecilia Metella fino al IX miglio operò Luigi Canina con i suoi interventi di conservazione e restauro, inserendo una cornice di pini e cipressi che ancora oggi connota il paesaggio della via Appia. Restauri successivi hanno recuperato e ripristinato ampi tratti dell’antico selciato della via e delle antiche crepidini (marciapiedi), con l’obiettivo di restituire alla via Appia quell’assetto di “museo all’aperto” concepito dal Canina.

SCHEDA:

Settimana: 

Roma - Livata

Tappe:

Roma - Castel Gandolfo

Castel Gandolfo - Rocca Priora

Sito del comune:

Roma

Abitanti:

-

Regione:

Lazio

Provincia:

Roma