Giorgio di Terracino

Ci sono esperienze di vita che si costruiscono quasi senza accorgersene, che si modellano così bene che poi non te le togli più di dosso.
Ti accompagnano per tutta la vita, silenti, dolci e nostalgiche.
E lasciano ricordi ed emozioni di tutti i colori. Accesi, attenuati a pastello, luminosi, irrinunciabili, indimenticabili!
Tutto è iniziato da una semplice richiesta di indicazioni stradali per salire su in montagna.
Era il primo semestre del 2016, stavamo studiando con lunghi sopralluoghi i possibili percorsi dove far passare il CNP e si era in perlustrazione tra i pendii e le frazioni abitate di una dorsale di cime poco conosciuta perché vicina alle Cime dei Sibillini e dei Monti della Laga.
Dovevamo raggiungere il crinale, ma ci difettava la conoscenza delle giuste strade sterrate, quella da azzeccare e che ci facesse salire di quota senza sbagliare.
Ogni piccolo borgo, c’erano le solite poche facce curiose al passaggio di qualche veicolo; ed in prossimità di attraversare l’ultimo, prima di giungere ad Accumoli, tiriamo giù il finestrino e chiediamo indicazioni ad un uomo di Terracino.

giorgio di terracino

Quell’uomo, di una pronta disponibilità ed ospitalità, e guida inaspettata per il prosieguo di quella giornata, divenne il Giorgio che oggi ho nel cuore, che abbiamo nei nostri cuori noi, nutrito gruppo, che curiamo il CNP.
Nel pomeriggio, alla fine di un giorno pieno di calore umano, ci salutammo con un appassionato arrivederci…che mai fu più amaro!

Arrivarono lunghi periodi bui per lui, la sua famiglia ed i loro concittadini.
Lo sconquasso della terra dell’estate del 2016 e la neve copiosa dell’inverno del 2017; insomma gli elementi naturali ce la stavano mettendo tutta per inanellarsi maldestramente.
Eppure Giorgio e Annarita, la sua impareggiabile compagna di vita, ritrovati in una piccola roulotte alle porte del loro paesino dal centro storico zona rossa, nel primo autunno del 2016, seppur provati e privati di moltissime cose, non erano affatto crollati.

Sciupati si e molto, stanchi, alle volte arrabbiati con le lentezze di una macchina amministrativa, ma di una forza d’animo esemplare, capace di sostenere la loro famiglia e perfino noi che andavamo a trovarli e che li sentivamo al telefono.

Ed ogni volta, durante i rientri, mi ritrovavo a pensare stupito ed ammirato che era fatta di questa sostanza la vera Saggezza, il saper resistere in mezzo alle bufere della vita con equilibrio, fermezza, umiltà ed armonia. Il saper assorbire gli urti.

Ricordo come se fosse ieri e con tanta commozione il giorno che gli ho portato il paio di scarponi che gli abbiamo donato tutti assieme, sono lacrime che fanno bene all’anima.
E la stalla dal tetto semi-sfarinato, con le sue mucche costrette a pascolare tra l’alta neve…Disavventure su disavventure, lunghi duri anni e noi, con le nostre saltuarie visite e voci al telefono, cercavamo di lenire lievemente.Ma loro erano così grandi di forza interiore che i caffè presi assieme sul predellino della loro roulotte ad ammirare i vasti belvedere verso le montagne della Laga e del Gran Sasso erano sempre accompagnati da sorrisi e racconti accalorati sulla nuova vita disagiata.

Accompagnati da un’accoglienza di sottofondo, prima li sul ciglio della strada principale, poi in una proto casetta accanto ai loro animali ed alla stalla ferita ed oggi nella loro casa prefabbricata, da raccontare per sempre come buona pratica.

Ci siamo rivisti più volte, anche se avremmo voluto che fossero state di più, sia giù a Terracino, ma il più delle volte sugli ampi e rotondi pascoli dove lui gestiva i suoi armenti.
Lo abbiamo intervistato, ci ha indicato i sentieri migliori dove disegnare il CNP, suggerito i passaggi migliori, invitato ogni volta a ritornare presto, ma l’aspetto che più di tutti meglio rappresenta Giorgio è la sua BONTA’.
E come scriveva Victor Hugo, davanti ad essa, noi camminatori del Cammino Naturale dei Parchi e lungo le nostre vite, non possiamo che inginocchiarci.

2 Responses

  1. Aldo
    | Rispondi

    Vi ringrazio per il bellissimo articolo che riguarda il nostro caro Giorgio.

  2. marina fabri
    | Rispondi

    Grande Giorgio fino all’ultimo non ha lasciato Terracina. Uomo da ammirare ed anche Annarita!! Vi penso spesso! Un bacio!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *