Tra le tradizioni che hanno segnato la storia delle persone e delle terre abruzzesi la Transumanza è di certo una delle più antiche e rappresentative. Se ne distinguono varie tipologie tra cui la Transumanza Verticale o Alpeggio, che indica il trasferimento del bestiame verso pascoli in quota a primavera e la discesa in pianura in autunno, e la Transumanza vera e propria, che prevede il trasferimento anche per lunghe distanze verso pascoli situati in una differente regione.
I pastori transumanti percorrevano queste vie antiche a piedi, ognuno col suo gregge, e la sera mangiavano pan cotto e ricotta con tanto vino che scaldava la strada e il cuore lontano da casa. La pratica millenaria della pastorizia transumante ha condizionato l’aspetto del paesaggio e la struttura degli ecosistemi montani. I pascoli magri, ricchi di orchidee, sono oggi un habitat tutelato dall’Unione Europea la cui conservazione dipende in larga misura dalla prosecuzione di una pastorizia sostenibile. A questo scopo il Parco Nazionale d’Abruzzo ha avviato diverse iniziative a sostegno degli agricoltori e allevatori locali per il recupero di antiche varietà coltivate e della lavorazione della lana.


