Cani da guardiania

Lungo il Cammino Naturale dei Parchi potrà capitare di incontrare greggi di ovini al pascolo che in genere sono sorvegliate da cani da guardiania, più nello specifico cani da pastore abruzzese o meticci, che svolgono un ruolo fondamentale nella protezione delle pecore e delle capre dai predatori e dai furti. Hanno il pelo lungo, folto e bianco, per potersi mimetizzare meglio tra le pecore e resistere alla temperature rigide, e sono di grandi dimensioni. La coda è folta, il naso nero e le orecchie basse.

I cani da guardiania trascorrono settimane, a volte mesi, soli con il gregge per cui sono cani ai quali è richiesta grande sicurezza e autonomia. L'atteggiamento difensivo e i sensi molto acuti che permettono loro di cogliere anche minime variazioni nell'ambiente circostante sono caratteri selezionati e fissati geneticamente, l'abitudine al trascorrere gran parte del tempo con il gregge gli viene invece insegnata fin da cuccioli.

L'atteggiamento del cane da guardiania è difensivo, non aggressivo e si manifesta con abbai dissuasivi e comportamento dominante verso "l'aggressore".

Abitudini

L'atteggiamento del cane da guardiania è difensivo, non aggressivo e si manifesta con abbai dissuasivi e comportamento dominante verso l'intruso. All'osservatore distante l'atteggiamento del cane può sembrare pacifico e sonnolento, questo perché il cane da guardiania trascorre molto tempo sonnecchiando all'interno del gregge ma all'avvicinarsi di elementi estranei l'atteggiamento cambia molto rapidamente, l'estraneo viene osservato con attenzione e il cane si frappone fra estraneo e gregge.

I cani da guardiania non si allontanano dal gregge, non inseguono i predatori e difficilmente passano all'attacco diretto, contano molto più sull'effetto dissuasivo dato dalla mole e dal lavoro di gruppo.

Socialità e rapporti con l'uomo

I cani da guardiania sono cani abituati a stare anche lunghi periodi da soli, senza contatti con l'uomo. Sono animali autonomi e sicuri, ligi al loro compito di protezione delle greggi. Solitamente sono in numero superiore a due e tra di loro hanno rapporti pacifici, accumunati dal lavoro. Passano la maggior parte del tempo a vegliare sonnacchiosi sugli ovini mentre essi pascolano, ma nel caso dell'avvicinarsi di un lupo o di un orso reagiscono immediatamente per poterlo allontanare. I cani da pastore abruzzesi, razza ormai riconosciuta patrimonio culturale, sono spesso dotati del vreccale, un particolare collare atto alla difesa del collo del cane dai morsi del lupo.

Sono animali molto attenti ai particolari, austeri e devoti al padrone con cui instaurano un legame basato più sull'interazione che sulla coercizione fisica o verbale. Se il pastore è nelle vicinanze non preoccupatevi, appena sarà richiamato il cane vi lascerà procedere in pace.
Sono abituati al passaggio di escursionisti, per cui non capitano mai aggressioni ai danni dell'uomo, ma possono comunque intimorire dato il loro abbaiare e la grande stazza. Nel caso si incontrasse un gregge lungo il cammino senza che vi sia il pastore, non passateci in mezzo bensì aggiratelo senza mostrare interesse per le pecore, camminate lentamente e volgete lo sguardo oltre il gregge, per mostrare al cane che siete solo di passaggio e che non siete un pericolo. Se il cane andrà in allarme e vi verrà incontro abbaiando, non dategli le spalle e non correte via, non guardatelo negli occhi: parlate con voce calma e toni bassi finchè non si sarà calmato e poi procedete cautamente. Se il cane continuasse a tagliarvi la strada, tornate indietro lentamente, sempre senza dargli le spalle, ed effettuate un giro più largo per procedere sul cammino. Non lanciategli mai sassi o bastoni, questo potrebbe irritarlo ulteriormente.

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